Martedì 22 Maggio 23:50

Italian English French German
  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
News Uscite le motivazioni su Calciopoli: Non ci fu alterazione dell'esito del Campionato 2005!

Uscite le motivazioni su Calciopoli: Non ci fu alterazione dell'esito del Campionato 2005!

E-mail Stampa PDF

News, 6 febbraio 2012.

Hanno finalmente visto la luce le motivazioni della sentenza del processo di Napoli su Calciopoli: Moggi condannato per  les sim svizzere,  ma il processo non "ha in verità dato conferma del procurato effetto di alterazione del risultato finale del campionato di calcio 2004-2005 a beneficio di questo o quel contendente". Conte: Dovevamo sfruttare il rallentamento delle altre. L'ira di Marotta: Siamo stati palesemente penalizzati da un rigore non sanzionato, chiediamo rispetto e attenzione! Moggi: Grazie, Andrea! Perché buon sangue non mente. Buffon: Poco serio il comportamento di Peruzzo; mi ha chiesto se avessi toccato la palla e poi non mi ha creduto. Gesto inconsulto di Ibra: per una manata ad Aronica rischia due-tre giornate di squalifica. Ma Galliani suggerisce a Tosel: Non più di due! Distorsione alla caviglia destra per Pepe. Oggi la 'Primavera' bianconera debutta al torneo di Viareggio.

Uscite le motivazioni della sentenza di Napoli - Sono finalmente state pubblicate le motivazioni della sentenza di Napoli. Da una prima lettura delle 561 pagine emerge che l'elemento decisivo che ha indotto il collegio presieduto dalla dott. Casoria ad emettere lo sconcertante verdetto dell'8 novembre sia stato "l'uso delle schede straniere delle quali è risultata la disponibilità procurata da Moggi a designatori ed arbitri". Altri elementi ritenuto probanti sono gli incontri coi designatori fuori dalle sedi istituzionali (emersi dalle intercettazioni) e "il continuo e prolungato chiacchierare...che effettivamente può configurare la trasmissione del messaggio potenzialmente idoneo a spingere i designatori, e talora anche gli arbitri, a muoversi in determinate direzioni piuttosto che in altre". La sentenza spiega che "il rapporto diffusamente amichevole degli arbitri con Moggi, che non perde valore indiziante - si legge nella sentenza - solo perché dagli atti emerge il rapporto di altri arbitri non imputati e addirittura di taluno degli arbitri imputati, come De Santis, altrettanto amichevole con dirigenti sportivi curanti interessi diversi da quelli di Moggi, ad esempio Meani, ben potendo configurarsi l'esistenza dell'associazione". Viene citato inoltre "il rapporto disinibito con i rappresentanti della Figc", esemplificato da una telefonata con l'allora presidente della Figc Franco Carraro da cui emergerebbe "l'alto livello dell'invadenza nelle soluzioni tecniche", in relazione alla Nazionale e alle scelte del ct. Lippi. Persino il 'Paparesta liberato' figura come elemento probante della colpevolezza di Moggi: "Pur se è risultato non vero quello che lo spavaldo Moggi andava diochiarando in giro, e per telefono, cioè di aver chiuso l'arbitro Paparesta nello spogliatoio... nondimeno va valutata la reazione di Paparesta a quella che era pur sempre stata una protesta fuori misura di Moggi per gli errori dell'arbitro, di non inserimento cioè del comportamento furioso nel referto arbitrale, reazione che va interpretata come un effetto del timore reverenziale nei confronti della persona".
Tutto ciò ha alterato i risultati? Non ve n'è prova, trattasi invero di un reato di pericolo, in quanto il processo non "ha in verità dato conferma del procurato effetto di alterazione del risultato finale del campionato di calcio 2004-2005 a beneficio di questo o quel contendente, ma appaiono sufficienti le parole pronunciate nelle conversazioni intercettate, nel cumulo con il contatto telefonico ammantato di clandestinità rappresentato dall'uso di schede straniere, per integrare gli estremi del reato" di frode sportiva che, ricordano i giudici, è "un reato di tentativo".
Squalificata la tesi del sorteggio truccata, con una tirata d'orecchie alla Procura che si è "incomprensibilmente" ostinata "a domandare di sfere che si aprivano, sfere scolorite e altri particolari".
Si sottolinea altresì che la difesa è stata "almeno in fatto molto ostacolata dall'abnorme numero di telefonate intercettate, oltre 170 mila, e dal metodo adoperato per il loro uso, indissolubilmente legato a un modo di avvio e sviluppo delle indagini per congettura"; cionostante il processo, "confezionato con il ricorso a dosi massicce di intercettazioni", non ha "patito totale disfatta nell'urto con il dibattimento", in quanto non sarebbero emersi "contrariamente a quanto sostenuto dal coro delle difese, fatti di totale annullamento della portata probatoria del discorso telefonico".
Adesso la palla passa ai difensori dei condannati, già al lavoro per smontare tale sentenza in vista del processo d'appello.

La delusione di Conte: Non ci voleva - Non basta la conservata imbattibilità a consolare Antonio Conte della mancata vittoria, che sarebbe stata un buon viatico per il duro mese di febbraio che attende la Juve: "Questo risultato visto il turno non ci voleva - dice nel post-partita Sky - dovevamo sfruttare con una vittoria il rallentamento delle altre. Ci abbiamo provato ma non ce l'abbiamo fatta contro un avversario ben messo in difesa che ci ha concesso poco". Fa i complimenti al Siena ma bacchetta i suoi: "Nel primo tempo abbiamo peccato sui ritmi non dando subito intensità alla gara, per merito anche del Siena perfetto tatticamente e in 10 dietro la linea del pallone. Però dovevamo creare qualcosa di più, sbloccandola sicuramente sarebbe stata più facile per via degli spazi concessi. Complimenti al Siena per aver resistito". La medicina? La solita: il lavoro. "Guardiamo di partita in partita, sappiamo di avere difetti e ci lavoriamo sopra. Non vogliamo creare aspettative, viviamo alla giornata e vedremo dove saremo tra qualche settimana". Certo che quel rigore solare avrebbe cambiato tutto... "Non voglio andare sui singoli episodi, sarebbe riduttivo. Le immagini sono eloquenti, non voglio accusare l'arbitro. Ognuno esprima le proprie opinioni, il fatto che mi fa riflettere è che in 21 giornate, primi dall'inizio del campionato, abbiamo avuto un rigore solo e tre contro, è un qualcosa di strano e insolito". Forse l'arbitro guardava altrove? "Però ci sono anche segnalinee e quarto uomo, ripeto, non voglio commentare".

Marotta adirato: Chiediamo rispetto! - Antonio Conte ha usato toni misurati nel commentare la prestazione dell'arbitro e forse bene così lui deve badare alle cose di campo e a rimaner concentrato sul lavoro intenso che attende lui e i suoi. Ma ad alzare la voce e a chieder con forza rispetto per la Juve ci ha pensato Beppe Marotta che, stimolato nel post-partita da Sky, ha espresso tutto il suo forte disappunto per l'accaduto, frutto anche di una scelta poco oculata del direttore di gara da parte del designatore Braschi: "E' l'occasione per manifestare il dissenso, oggi avrei voluto parlare a Braschi di questa situazione ma non è possibile. Siamo qui ad analizzare i temi della gara ma alla fine sul risultato finale influisce anche l'arbitraggio, noi oggi siamo stati palesemente penalizzati da un rigore non sanzionato.. Al di là delle statistiche che dicono che oggi siamo primi in classifica, ma siamo anche i peggiori, ultimi in classifica per i rigori concessi, uno solo in ventun gare. Al di là di questo è tradizione nel mondo del calcio da sempre che quando una squadra è prima in classifica venga diretta da un arbitro internazionale, che significa sinonimo di esperienza . Quindi se rimarco una cosa ed esprimo una critica, una valutazione sull'operato di Peruzzo è l'inesperienza perché l'inesperienza l'ha portato a non vedere, come dice lui, il rigore in quanto lui forse aveva seguito ciò che avveniva in area, ma soprattutto e forse non ha avuto il coraggio di decretare un rigore che veniva sanzionato a pochi minuti dalla fine...". Naturalmente Sky, che negli highlights aveva accuratamente glissato sull'episodio, nella persona di Ilaria D'Amico non perdeva occasione per ricordare, con insistenza, che contro il Cagliari un fallo analogo commesso da Pirlo non era stato fischiato: come se due errori facessero una cosa giusta; senza contare che alla Juve di rigori ne mancano anche parecchi altri (i più solari quello su Vucinic a Lecce e quello su Marchisio a Milano): una squadra che è in testa alla classifica, che entra spesso nell'area avversaria, in 21 partite ha avuto un solo rigore a favore; mentre alla seconda, il Milan, i regali non sono certo mancati.
E Marotta ha ripetuto la sua protesta su Juve Channel: Spesso ci si limita ad un'analisi della tattica di una e dell'altra squadra, si fa una vivisezione di quello che è l'andamento agonistico, ma altrettanto spesso si sorvola su quelle che sono decisioni assolutamente importanti, che possono decidere il destino di una gara. Quindi mi riferisco a quello che non ha visto Peruzzo, quindi attraverso questi microfoni voglio richiamare l'organismo arbitrale ad una maggiore attenzione, ad un maggiore rispetto verso società come la Juventus e quindi devo dire che in futuro mi auguro vengano designati arbitri all'altezza della situazione, perchè evidentemente Peruzzo è un giovane importante che crescerà, però quando una capolista deve essere abbinata ad un arbitraggio è tradizione che si abbini ad un arbitro di livello superiore di esperienza. Quindi credo proprio che all'inesperienza di questo arbitro sia dovuto soprattutto il fatto che non abbia decretato un rigore sacrosanto".
Sull'affaire Ibra: "Quel che conta è il referto dell'arbitro - ha detto a Sky - che ha un peso notevole e porterà l'applicazione sanzionatoria del giudice Tosel, quindi è chiaro che il comportamento violento ha sue o tre giornate a seconda della situazione in cui si è verificato, se a gioco fermo, o in azione.... Ci saranno le valutazioni più opportune, non posso commentare non essendo presente".

Moggi: Grazie, Andrea! - “In un mondo che dimentica troppo facilmente c’è chi mantiene chiari concetti e convinzioni. Ringrazio Andrea Agnelli per il ricordo che ha di me, l’apprezzamento immutato che esprime per il lavoro fatto alla Juventus. Non ho tempo per commuovermi, ma stavolta ho dovuto frenare le mie emozioni. Grazie Andrea, non è da tutti. Quando si ha coraggio e si supera senza esitazione il muro dei silenzi di facciata significa che buon sangue non mente. La Juve è in buone mani”. Così, dalle colonne di Libero, Luciano Moggi ha ringraziato Andrea Agnelli che, nella sua lunga intervista a Studio Sport XXL, aveva ribadito che in quel periodo 'Moggi era il più bravo di tutti'.
Lo stesso concetto espresso peraltro nella serata di ieri da Fabio Capello che, ospite di "5' di recupero" ha sentenziato: "Moggi? In assoluto il miglior dirigente. Lui assieme a Giraudo". Bravi, vien da dire troppo bravi...

Buffon: Peruzzo? Comportamento poco serio - Anche Gigi Buffon ha da dire la sua su Sebastiano Peruzzo: su un episodio che l'ha visto protagonista, un corner che l'arbitro ha poi decretato a favore del Siena, giudicando che Gigi avesse deviato il tiro ravvicinato di Gazzi; l'ha raccontato a Rai Sport: "Non l'ho toccata, l'arbitro mi ha chiesto e gliel'ho detto ma poi ha dato l'angolo; mi vieni a chiedere se c'è un corner o no, ti dico che non c'era e lo assegni lo stesso, allora dimostri di non mantenere un comportamento serio, e mi invogli a cercare di imbrogliarti la volta successiva, per ottenere il massimo risultato possibile. Di certo non rischierei di perdere la mia onorabilità e la mia serietà per un calcio d'angolo; contro l'Udinese l'arbitro era in dubbio in una situazione simile, e io gli avevo detto che il corner per gli avversari c'era. Facciamo riunione con i direttori di gara, si chiede collaborazione e poi non c'è. In 17 anni di carriera sono sempre stato onesto quando mi è stato chiesto qualcosa, altrimenti è inutile che gli arbitri ci interpellino".
Sul fallo di mano di Vergassola: "Penso fosse rigore, era fallo di mano di Vergassola in area, però non è stato visto. Il quarto uomo? Se serve solo a mandare fuori gli allenatori o a segnalare i recuperi è un po' sminuito il suo operato così. E' strano che per una squadra che attacca come noi, non ci siano rigori a favore. Più si va avanti con la stagione e più gli episodi sono determinati perché in una gara come questa possono cambiarne le sorti".
Anche lui, come Marotta, non vuol commentare "l'affaire Ibra": "Ci sono organi preposti a valutare queste circostanze: se è giusto che Ibra giochi sarà così, viceversa non sta certamente a me una valutazione del genere". Stile Juve.

Follia Ibra - Ibra ogni tanto ci ricasca e compie un gesto inconsulto che provocherà guai a lui (due-tre giornate di squalifica) e al Milan che di lui dovrà fare a meno. Stavolta ha inguaiarlo una manata, uno schiaffo, che lo svedese ha rifilato gratuitamente ad Aronica.Per capire l'entità della squalifica occorrerà anzitutto capire cosa abbia scritto di preciso l'arbitro Rizzoli nel suo referto: nel caso in cui si configurasse un gesto di condotta 'violenta' le giornate sarebbero tre (le due giornate sono per la condotta antisportiva), il che significherebbe che Ibra salterebbe la sfida con la Juve in programma sabato 25 febbraio al Meazza.
Ecco perché Allegri minimizza e spiega essersi trattato solo di "un buffetto".
Diciamo che Ibrahimovic non è nuovo a gesti di questo genere, un anno fa si rese protagonista di un gesto simile nei confronti di Marco Rossi (e le giornate di squalifica furono inizialmente tre, poi ridotte a due dai giudici d'appello che depurarono l'atto dalla violenza).
Andando indietro nel tempo, sempre a tre giornate da un Milan-Juve, Ibra (allora bianconero) rifilò una manata a Cordoba a palla lontana, si beccò tre giornate e saltò Milan-Juve (evidentemente Galliani spingeva più di quanto Moggi cupolasse): la Juve vinse lo stesso.

Galliani spinge - "Leggo opinioni catastrofiche ma non c'è stata nessuna violenza. Credo dunque che Ibrahimovic non potrà avere più di due giornate". Così quel volpone di Galliani comincia a tirare per la giacchetta il giudice Tosel, suggerendogli la giusta durata della squalifica per Ibra; la terza giornata è assolutamente da evitare, e Galliani si è attivato sin da subito per non avere brutte sorprese. E' sempre valido il motto di casa Milan. "Ma Lei pensa che io dormo?"

Pepe: altra distorsione alla caviglia - Simone Pepe ha dovuto lasciare il posto a Giaccherini al 38' di Juventus-Siena. Il Motivo? Una nuova distorsione a quella stessa caviglia destra che lo aveva costretto ad abbandonare anzitempo il campo a Bergamo. In giornata Pepe sarà sottoposto agli accertamenti del caso per stabilire l'esatta entità del danno e prevedere i tempi di recupero.

Per la Primavera inizia l'avventura del Viareggio - Inizia oggi, per la primavera di Marco Baroni, l'avventura della Viareggio Cup 2012: i giovani bianconeri affronteranno alle ore 15 i danesi del Nordsjaelland. La Juve è nel girone 4 del gruppo A con i danesi del Nordsjaelland, gli australiani dell'A.P.I.A. (Associazione Polisportiva Italo-Australiana) Leichhardt e il Città di Marino (prov. di Roma, serie D).




Riproduzione riservata (Condizioni)

Ricordiamo

Ginevra, 22 dicembre 2007- (ANSA) - Il presidente della Fifa Sepp Blatter ha raccontato un particolare inedito: "Credo sia ora passato abbastanza tempo per poterne parlare. Quando scoppiò Calciopoli nel 2006, Luca di Montezemolo svolse un importantissimo ruolo di moderatore. E' in gran parte merito suo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari dopo le sanzioni conseguenti allo scandalo".