News, 18 febbraio 2012.
Conte: Non accetto lezioni di stile e di eleganza da nessuno; forse ho detto cose che hanno destabilizzato un pochettino. Venti i convocati di Conte per il Catania: mancano Vidal (squalificato), Marrone (infortunato) e Del Piero (influenzato). Viareggio Cup: oggi la semifinale tra Juventus e Parma. Cobolli Gigli: Se la squadra facesse qualche goal in più non ci sarebbe bisogno di lamentarsi; bisogna concentrarsi su questo invece che sulle polemiche. Moratti d'accordo con Cobolli Gigli sul fallimento del Tavolo della Pace. Zeman: C'era solo un rigore, quello su Giovinco. Petrucci: La situazione del calcio di serie A è diventata ingovernabile e il Coni non può tollerarlo.
Conte: Non accetto lezioni di eleganza - Dopo le parole, dure ma fondate, di Conte, che in questi mesi ha visto andar confermandosi nei fatti quello che aveva appena intravisto nelle prima partita di questa stagione, d'improvviso l'arbitro Mazzoleni, insieme ai suoi gravissimi errori, è stato sbalzato dal banco negli imputati sul quale è stato issato Conte (e a rimorchio la Juve che aveva appoggiato le frasi che mettevano il dito nella piaga). E Antonio Conte non ci sta; il suo passato e il suo presente, fatti di fierezza e lealtà, non possono accettare queste accuse di mancanza di eleganza: solo per aver denunciato i torti subiti e il clima ostile. "Io penso che a livello di eleganza e di stile di non aspettarmi nessuna indicazione da tutte queste persone - ha detto infatti in conferenza stampa - Lo dico in maniera molto serena. Ognuno ha un proprio modo di fare, ognuno ha un proprio modo di essere e se sono poco elegante, o se sono stato poco elegante, significa che cercherò di andare a lezioni di bon ton per affrontare meglio alcune situazioni, che penso fin adesso sono sempre state affrontate in maniera molto serena. E penso di essere stato molto sereno anche se ho detto delle cose forse che hanno destabilizzato un pochettino. Però le ho dette sempre in maniera molto serena. Per quello che ha detto Ranieri... ma Ranieri alla fine dice un qualcosa che protrae la discussione, perchè Ranieri cosa dice? Ranieri dice mi auguro che chi ha alzato la voce non condizioni i designatori e l'arbitro. cioè, che significa? Quindi Ranieri ha paura che ci siano dei condizionamenti. Allora io dico: ma questi condizionamenti, ci stanno o non ci stanno? Ci stanno per tutti o non ci stanno per nessuno? Cioè, mi sembra strana la risposta di Ranieri. La risposta di Ranieri mi lascia perplesso, lascia una porta aperta in cui dice: 'Speriamo che chi alza la voce non condizioni'. Allora c'è insito in tutti o in nessuno questo condizionamento nei confronti degli arbitri? Mi sarei aspettato che qualcuno dicesse: 'Secondo me non è così, gli arbitri sono bravi', punto e basta. Però dire: ' Speriamo che chi alza la voce non condizioni', significa che in cuor di qualcuno si pensa che si possa condizionare. Questo me lo dovete spiegare". E rispiega, per l'ennesima volta, cosa chiede (che è poi quello che chiede il club): "Quando parlo di parità di trattamento... io ho sempre detto: non vogliamo niente a favore, fin dalla prima giornata contro il Parma. Vogliamo che ci sia parità di trattamento, punto e basta. Ma in maniera molto serena. Poi capisco che bisogna far tutto, bisogna alimentare... Io ho non ho alzato la voce per chiedere disparità di trattamento, ho espresso solo un mio giudizio su un'aria che non mi piace. In maniera molto serena. E mi sento rispondere da addetti ai lavori che 'speriamo che non ci siano condizionamenti'. E no, scusate: allora di che parliamo? Allora o non capisco io l'italiano, oppure ci giriamo intorno. Con grande rispetto e stima nei confronti di mister Ranieri, con grande rispetto e stima nei confronti del direttore Lo Monaco, che tra l'altro considero uno dei direttori più preparati, perché sta facendo un grandissimo lavoro a Catania, insieme a Pulvirenti: centro sportivo, una squadra che comunque si salva, giocatori scoperti, quindi una persona che è capace nel suo lavoro. Però dico anche che non può pensare che io voglia aizzare folle. Io ho un trascorso calcistico, uno storico che dice: calciatore indomito, indomito, ma sempre leale. Indomito, ma leale. Non mi sono permesso di aizzare nessuno, mai. Né tantomeno il tifoso juventino, perché il tifoso juventino è un tifoso che nel tempo ha dimostrato sempre grande passionalità, grande entusiasmo, grande attaccamento e ha accettato sempre il verdetto del campo. E dico anche che negli ultimo anni forse ha subito un po' troppo. Forse. Togliamo il forse. Quindi, lasciamo stare le chiacchiere da bar, cerchiamo di concentrarsi su un discorso. Io mi auguro domani, ma sono sicuro, ... domani sarà una partita bellissima col Catania. Che vinca il migliore. Ma se c'è un rigore al 90', a favore del Catania, è giusto che venga dato, così come è giusto che venga dato a favore della Juventus, per la tranquillità e la serenità di tutti. Ripeto, poi, ognuno tragga le proprie conclusioni, però i miei concetti sono molto molto chiari e sono anche molto molto sereni. Anzi vorrei aizzare il tifoso a comprare il biglietto, visto che non c'è stato il pienone. L'aizzamento mio è di dire ai tifosi: venite allo stadio, per favore, perchè sappiamo comunque l'importanza dello Juventus Stadium".
Venti i bianconeri convocati da Conte - Per la gara di stasera contro il Catania Antonio Conte ha convocato venti giocatori. Recuperato Pepe, fuori lo squalificato Vidal e l'infortunato Marrone. Non convocati anche Grosso e Krasic, che non fanno parte del progetto tecnico del mister.
Questi i venti convocati: Buffon, Manninger, Storari, Chiellini, Caceres, De Ceglie, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner, Pepe, Marchisio, Elia, Padoin, Pirlo, Giaccherini, Estigarribia, Vucinic, Quagliarella, Borriello, Matri.
Nell'elenco non c'è nemmeno Del Piero, non incluso nella Lista perché "il capitano non si è allenato questo pomeriggio a causa di un leggero stato influenzale. Le sue condizioni verranno valutate nella mattinata di domani ed eventualmente si aggregherà al gruppo"; così recita il comunicato ufficiale pubblicato ieri dal club.
Oggi la Primavera contro il Parma nella Viareggio Cup - Alle 15, allo stadio Bresciani di Viareggio, i giovani bianconeri di Marco Baroni sfideranno il Parma contendendo ai ducali l'accesso alla finale della Viareggio Cup; ieri per i ragazzi della Primavera giornata di lavoro leggero, tra piscina, palestra e prato all'interno dell'hotel Villa Undulna a Cinquale Montignoso. Della formazione bianconera non farà sicuramente parte Stefano Padovan, squalificato dopo l'espulsione per doppia ammonizione riportata nella spigolosa gara contro il Club Guaranì.
E puntuale è arrivata, da chi ha preteso di darci lezioni di eleganza, una stoccata assolutamente fuori luogo. Autore il ds del Parma Pietro Leonardi: "Alla Vireggio Cup siamo tra le prime quattro, risultato storico oltre che meritato. Troveremo ancora la Juve... Che devo dire? Loro scelgano l'arbitro, noi porteremo il pallone".
Cobolli Gigli: La Juve faccia più goal, invece che polemiche - Aveva passato l'intera durata del suo mandato mediaticamente genuflesso a chiedere scusa per inesistenti peccati bianconeri ed ora il mai rimpianto ex presidente della Juventus arriva baldanzoso con la sua ricetta magica che assolve gli arbitri per i loro errori e bacchetta i ragazzi di Conte: "Se la squadra facesse qualche gol in più non ci sarebbe bisogno di lamentarsi per cose che possono accadere il calcio. Apprezzo moltissimo questa squadra, ma ha dimostrato di non saper sfruttare le occasioni create. Bisogna concentrarsi su questo invece che sulle polemiche". Premesso che qualche goal in più avrebbe fatto bene, la stravagante teoria di Cobolli è che alla Juve non basta un goal in più dell'avversario, ma sempre a valanga per ammortizzare possibili errori degli arbitri. Che lui assolve su tutta la linea: "Dovremmo con fede sportiva pensare che l’arbitro è un uomo che sbaglia; certo dal punto di vista numerico un solo rigore per una squadra votata all’attacco sembra poco, però credo che non ci sia questa intenzione strategicamente discussa in qualche stanza dell’associazione arbitri di non dare rigori alla Juve". Se avesse ascoltato con attenzione la conferenza di Conte o avesse letto qualche nostro articolo, avrebbe avuto ben chiaro che non si era parlato di strani conciliaboli nelle stanze dell'Aia, quanto di un clima per cui chi fischia, o non fischia, recando danno alla Juve non corre alcun rischio, ma 'per carità di Dio, che non aiuti la Juventus, sarebbe un disastro, succede l'iradiddio' (parole di oltre sette anni fa, ma sempreverdi).
E poi un suggerimento 'tecnico' a Conte: "Qualche minuto in più da tifoso lo auspicherei per Del Piero. Nonostante gli anni che passano, ha confermato di essere sempre un grandissimo campione col bellissimo gol che ha fatto alla Roma. Dal mio bar sport mi aspetto sempre che Del Piero possa fare la sua mezz’ora, da tifoso penso che Del Piero possa ancora dare tanto". Ma nonostante tutto manifesta grande stima per Conte: "Ho un grande apprezzamento per il lavoro di Conte. Era un nome nella griglia di Blanc quando poi fu confermato Ferrara. Oltre a Conte c'era Gasperini e tanti altri compreso Wenger che però declinò l'offerta. Alla fine fu scelto Ferrara anche se ai tempi Conte prese già molto voti nel CdA. Adesso sono felice che Ferrara abbia trovato il modo di dimostrare il suo valore con l'Under 21". Come al solito, il dono delle scelte sbagliate, forse sarebbe stato meglio rischiare con un sorteggio o tirando i dadi..
Da Conte ad Ibrahimovic: "Vorrei Ibra in campo? Sì, con la Juve. Noi abbiamo fatto di tutto per trattenerlo, Nedved ha provato in tutti i modi a cercare di convincerlo. Se non ci sarà contro di noi non sarò dispiaciuto. È stato un fatto economico? Ibra oltre a essere un grande campione è sensibile alle remunerazioni. Ricordo la notte dei grandi pugni sul tavolo nella riunione tra Ibra, il suo agente, Blanc e Secco, io ero in un’altra stanza. Passò all’Inter che gli diede una remunerazione tre volte superiore alla nostra. In primo luogo era una questione economica e la serie B non lo motivava a rimanere. Del resto non aveva un senso di juventinità come Del Piero oppure un senso di ironia come Buffon". Non ci serviva la sua ironia, ma le sue prestazioni sul campo e suoi goal.
Non poteva mancare il tema Calciopoli: "Con Moratti obiettivamente non ricordo di aver preso mai neppure un the. È una grande persona, però tra i due club c’è stata sempre tanta tensione sportiva. Tavolo della pace un fallimento? Me lo aspettavo. Auricchio e Narducci però dovrebbero spiegare perché giudicarono ininfluenti alcune intercettazioni che poi sono state giudicate da Palazzi come illecito sportivo. Juve non ha difeso Moggi? Era inevitabile una presa di posizione di separazione. Le strade si sono separate, ma non è stato fatto nulla neppure per danneggiarlo". Non possiamo condividere la sua passione per Moratti e comunque spiegazioni lui non ne chiese né ne cercò mai, si accontentò dei consigli di Montezemolo (e di Vocalelli) e, Moggi a parte, danneggiò, o perlomeno contribuì a danneggiare gravemente, la Juventus.
Una cosa resterà: il record di ex presidente più intervistato e loquace.
Moratti d'accordo con Cobolli Gigli: Fallito il tavolo della Pace - Prima della partita col Bologna (dopo non sarebbe stato possibile, visto che il presidente nerazzurro ha lasciato infuriato lo stadio nel corso della ripresa) Moratti ha condiviso con Giovanni Cobolli Gigli una constatazione, che il cosiddetto Tavolo della Pace è stato un fallimento: "Non è una grande novità, è effettivamente quello che è successo, è così". Un fallimento, peraltro annunciato, come quello della sua Inter attuale: finito l'effetto Calciopoli, l'Inter è tornata al suo posto. I tifosi contestano e invocano Mou. Dovrebbero invocare un altro Auricchio e un altro Guido Rossi: lo scudetto sarebbe più sicuro, recapitato a domicilio, non importa a quanti punti si sia giunti dal primo posto.
Come poteva tacere Zeman? - Assolutamente impossibile che si attacchi la Juventus e non spunti Zeman. E infatti eccolo: "Si lamentano tutti, però secondo me in quella gara, l'unico rigore chiaro era quello in favore del Parma per il fallo su Giovinco". Tutto nella norma, anche il seguito: "Siete voi giornalisti che le chiamate grandi e fate delle distinzioni che io invece non faccio. Rispetto al passato oggi a certe squadre non danno 20 rigori a stagione come nel passato". A parte l'enormità delle parole (e delle cifre), lui però le cosiddette grandi avrebbe voluto, eccome, allenarle ("Quelle per migliore allenatore d'Europa", le definì a Napoli e non Fenerbahçe, Napoli, Salernitana, Lecce, Brescia, Stella Rossa): peccato che quel cattivone di Moggi non voleva e poneva il veto...
Petrucci: Basta, la serie A è ingovernabile - In una lunga intervista alla 'Gazzetta dello Sport', intervista dedicata soprattutto al gran rifiuto di Monti di mettere l'agognata (da Petrucci) firma sulla candidatura di Roma 2020, il numero uno del Coni ha però affermato che adesso è il momento di guardare soprattutto ai problemi di casa nostra; il più grande è rappresentato dalla serie A: "La situazione del calcio di Serie A è diventata insopportabile. Il rispetto dell'autonomia e' una cosa, ma quando l'immagine che ne deriva crea nocumento all'intero sport italiano, il Coni non può tollerarlo e restare con le mani in mano. Abete governa un mondo fatto di 15mila società, di quattro leghe, tre delle quali si comportano rispettando le regole, quella di serie A fa il contrario e la situazione non può più andare avanti in questo modo. Questa ingovernabilità deve finire. Non è possibile che il Coni, unico ente che può deliberare sullo sport, faccia regole chiare e una successiva assemblea di Lega con mezzi surrettizi fa partecipare persone che incorrono nel divieto del codice etico recentemente varato. Non è possibile che da mesi mi si risponde che il presidente c'è, quando poi le società non finiscono di contarsi, da una parte e dall'altra, su una successione che ha avuto inizio piu' di un anno fa. Non è possibile che a fronte di un codice etico del Coni la Lega non abbia mai sentito la necessità, il dovere di aprire un dibattito su un tema scottante come quello delle scommesse, il cui esito finale non sarà certo edificante". E Lotito è solo una parte del problema: "Sulla base delle nuove norme del codice etico è già sospeso dalla carica di consigliere federale, ma in Lega fanno finta di non saperlo". Difende strenuamente il principio della responsabilità oggettiva: "So che si sta parlando di responsabilità oggettiva, cercando di metterla in discussione: beh, si sappia che nessuno deve anche solo pensare di poterla togliere. La responsabilità oggettiva è il caposaldo dell’ordinamento sportivo. Su questo il mio parere non potrà mai cambiare". E ritiene che il Coni abbia subito anche uno 'sgarbo: "Non ho gradito che le leghe si siano riunite per un accordo sulla mutualità che riguarda anche il Coni senza degnarci della minima attenzione. Ci devono qualche milione di euro". Ma la sua fiducia in Abete è incrollabile: "Mi fido e sarò al suo fianco per gli interventi che mi auguro faccia al più presto nei confronti di tutto ciò che ho denunciato". Sarà al suo fianco anche di fronte alla Corte d'Appello, cui la Juve ha chiesto di revocare lo scudetto 2006,.
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